Entro il 31 ottobre 2025, i pensionati che svolgono attività di lavoro autonomo devono adempiere a un’importante obbligo

Il 31 ottobre 2025 è la data entro cui si deve agire al fine di evitare severe sanzioni. È essenziale che coloro che sono obbligati a fare la dichiarazione non sottovalutino questa scadenza e procedano tempestivamente, per evitare di incorrere in multe onerose. L’adempimento è semplice e completamente digitale, ma richiede attenzione e precisione nella compilazione dei dati.

L’INPS, infatti, sottolinea l’importanza di evitare dimenticanze e raccomanda ai pensionati di non attendere gli ultimi giorni per evitare rallentamenti o errori nella trasmissione della dichiarazione. Chi non ha ancora un’identità digitale può comunque richiederla gratuitamente tramite uno degli Identity provider accreditati, per accedere ai servizi online dell’Istituto.

La data da rispettare per i pensionati

Cosa devono fare, dunque, i pensionati: devono comunicare all’INPS i redditi percepiti nel 2024. Se non rispettano questa scadenza, rischiano una multa salatissima, pari all’intero importo annuo della pensione ricevuta. Il termine coincide con quello fissato per la dichiarazione dei redditi ai fini Irpef, ma non bisogna confondere le due scadenze: si tratta di due adempimenti separati e distinti.

Perdere soldi, pensionati

I pensionati rischiano di perdere soldi – (ungherianews.com)

Non tutti i pensionati sono tenuti a dichiarare i propri redditi all’INPS. L’obbligo riguarda solo alcune categorie di pensionati per i quali continua a valere il divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro autonomo, come stabilito dal decreto legislativo n. 503 del 1992. Rientrano in questa categoria coloro che percepiscono pensioni di invalidità con meno di 40 anni di contributi e chi svolge un’attività di lavoro autonomo che non rispetta le soglie di esenzione previste dalla normativa.

Al contrario, sono esentati dall’obbligo di dichiarazione i pensionati di vecchiaia, che dal 2001 non hanno più limiti nel cumulo tra pensione e reddito da lavoro. Lo stesso vale per i titolari di pensione contributiva o di anzianità, così come per coloro che ricevono un assegno di invalidità con almeno 40 anni di contributi. Anche in questi casi, quindi, la dichiarazione reddituale non è richiesta.

Chi rientra nelle categorie soggette all’obbligo di dichiarazione deve trasmettere all’INPS i redditi da lavoro autonomo conseguiti nel 2024, specificando per ciascun mese il reddito percepito. La procedura è interamente digitale: il pensionato può accedere al portale INPS tramite SPID, CIE o CNS, selezionare il servizio “La dichiarazione della situazione reddituale (Red)” e compilare il modulo online.

I redditi da dichiarare sono quelli derivanti esclusivamente dal lavoro autonomo e devono essere indicati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, ma al lordo delle ritenute fiscali. Se si tratta di reddito d’impresa, l’importo deve essere dichiarato al netto di eventuali perdite deducibili riferite allo stesso anno di imposta. Anche nel caso in cui il pensionato non abbia percepito alcun reddito, la dichiarazione va comunque presentata, indicando un importo pari a zero.

Il non rispetto della scadenza comporta una sanzione severa. In base al decreto legislativo n. 503/1992, chi non presenta la dichiarazione entro il 31 ottobre rischia una multa pari all’intero importo annuo della pensione percepita. Ad esempio, un pensionato che riceve 20.000 euro l’anno rischia una multa di pari importo, che potrebbe essere trattenuta direttamente dalle rate mensili della pensione. In casi di pensioni più alte, come 30.000 euro annui, la sanzione potrebbe arrivare fino a 30.000 euro.