Una recente classifica “incastra” una città italiana e alcuni piatti della tradizione tipica nostrana. I risultati
L’Italia è spesso celebrata per la sua cucina ricca di tradizione e gusto, posizionandosi ai vertici delle classifiche internazionali. Tuttavia, c’è un lato meno glamour della gastronomia che emerge ogni anno, quando TasteAtlas, la piattaforma globale di recensioni culinarie, pubblica la sua lista dei 100 piatti meno amati al mondo. E per il 2025, l’Italia, sorprendentemente, è rappresentata da ben tre piatti nella parte bassa della classifica. Ma quali sono questi piatti “contestati” e perché continuano a scatenare dibattiti tra i palati internazionali?
Ogni anno, TasteAtlas raccoglie migliaia di recensioni da utenti e critici gastronomici per stilare una classifica che riflette le preferenze culinarie globali. Non si tratta di una condanna definitiva, ma di un’indagine che mette in evidenza come i gusti variano da cultura a cultura. Accanto a piatti bizzarri come hamburger con ingredienti improbabili e zuppe di sangue, tre celebri specialità italiane si trovano inaspettatamente nella sezione “piatti più impopolari”.
I piatti peggiori
Il primo tra i piatti italiani a far parte della lista è la Trippa alla romana, un piatto che i romani amano e che rappresenta un vero e proprio simbolo della cucina popolare della capitale. Tuttavia, per chi non è abituato a mangiare interiora di vitello, il mix di pomodoro, pecorino e menta che accompagna le trippe può risultare troppo pungente. Nonostante il suo posto al 100° nella classifica di TasteAtlas, rimane un piatto tipico nelle osterie romane, amato dai locali e dai più audaci gourmet.

Un poco invidiabile primato per la trippa alla romana – (ungherianews.com)
Secondo nella lista, e al 98° posto, troviamo il gelato alla liquirizia, una prelibatezza che ha radici in Calabria, dove la liquirizia è un ingrediente pregiato e molto apprezzato. Il gelato, dal colore ambrato e dal gusto intenso, ha diviso da sempre le opinioni. Alcuni lo trovano troppo forte e poco adatto ai palati più delicati, mentre altri lo considerano una vera delizia. Tuttavia, la sua posizione nella classifica dei “piatti peggiori” sembra riflettere la difficoltà di apprezzare un sapore così unico e deciso, che lascia poco spazio a mezze misure.
Infine, al primo posto tra i piatti italiani meno amati troviamo i nervetti alla milanese, un piatto che è un classico dell’antipasto lombardo. Consiste in tendini e cartilagini di manzo, cotti a lungo e serviti freddi in insalata con cipolla e peperoni. Per i milanesi è una tradizione storica, spesso servita nelle osterie come piatto tipico della cucina popolare. Tuttavia, a livello internazionale, il suo aspetto gelatinoso e la consistenza particolare non sono sempre apprezzati, risultando poco invitante per chi non è abituato a piatti così insoliti.
Ma cosa ci dice questa classifica? Innanzitutto, che la cucina italiana è ricca e variegata, con piatti che sanno conquistare i cuori di molti, ma che non sempre riescono a fare breccia nei gusti globali. Ciò che in Italia è considerato un comfort food o una prelibatezza, all’estero può sembrare un’esperienza gastronomica troppo estrema o fuori dal comune. La cucina italiana, quindi, non è solo sinonimo di pasta e pizza, ma è anche un viaggio di contrasti, in cui piatti iconici possono essere visti sotto luci molto diverse a seconda delle tradizioni e delle percezioni culturali.
In ogni caso, è bene ricordare che ogni piatto ha i suoi estimatori e detrattori. Se in una classifica come quella di TasteAtlas alcuni piatti italiani si trovano a occupare le ultime posizioni, per molti altri sono simboli di tradizione e passione gastronomica. E, alla fine, la cucina non è altro che una questione di gusti—letteralmente.