Del passato sfarzoso e luccicante, resta molto poco. Oggi questo borgo, un tempo la Las Vegas italiana, è pressoché abbandonato
Un luogo che affascina per la sua storia tanto bizzarra quanto misteriosa. Un piccolo borgo che, negli anni Sessanta, subì una trasformazione radicale, diventando simbolo di un sogno eccentrico, prima di diventare una città fantasma. Quella che una volta era considerata la “Las Vegas italiana” è oggi un monumento al disincanto, un luogo sospeso tra passato e presente, abbandonato a sé stesso e ricoperto da una vegetazione lussureggiante.
Oggi, pur tra il degrado e i segni di vandalismo, è ancora una meta di curiosi e turisti alla ricerca di esperienze fuori dal comune. Alcuni tentativi di recupero sono stati fatti per restituire alla città una parte della sua vecchia gloria. Eventi culturali e iniziative locali cercano di mantenere viva la memoria di questo angolo di Italia, che rappresenta un inusuale capitolo nella storia delle località turistiche italiane.
Dove si trova l’ex Las Vegas italiana?
Ci troviamo nel cuore della Lombardia, tra le colline che sovrastano il Lago di Lecco. La storia di Consonno ha inizio con un uomo che voleva costruire la città del futuro. Mario Bagno, un industriale ambizioso, acquistò l’intera frazione di Consonno e decise di trasformarla in una meta di divertimento e svago. Il suo obiettivo era ambizioso: creare una cittadella del turismo che potesse competere con le destinazioni più famose del mondo. Tra le sue idee più stravaganti, Bagno progettò un minareto, un hotel sontuoso, fontane di grande impatto, e negozi che non avrebbero mai stonato in una città del divertimento. Per aumentare l’accessibilità, fece costruire una strada asfaltata al posto della vecchia mulattiera e immaginò anche una pista per gare automobilistiche, mai realizzata.

Consonno, la Las Vegas italiana è oggi una città fantasma – (ungherianews.com)
Ma la realtà è ben lontana da quella che Bagno sognava. Negli anni Settanta, una frana causata dalle modifiche del territorio rese impraticabile il luogo, segnando l’inizio della fine per Consonno. Quello che doveva essere il simbolo della modernità e del lusso divenne rapidamente un relitto del passato, un luogo abbandonato dove il tempo sembrava essersi fermato. Le strutture, un tempo stravaganti, ora sono solo macerie avvolte dalla vegetazione, con graffiti che raccontano storie di esploratori urbani e di chi ha osato entrare in questo mondo sospeso.
Nonostante il suo stato di abbandono, Consonno continua ad esercitare un’attrazione magnetica su chi cerca l’insolito. Ogni anno, gruppi di appassionati di esplorazioni urbane, o “urbexer”, si avventurano tra le rovine di questa città fantasma, attratti dal suo fascino decadente e dalle sue atmosfere inquietanti. Le immagini di un luogo che, pur essendo in rovina, conserva tracce del suo passato brillante, sembrano raccontare una storia che non è mai stata del tutto dimenticata.
Consonno, dunque, rimane un luogo affascinante, un frammento di un sogno che non è mai diventato realtà, ma che continua a raccontare la sua storia attraverso le rovine e i segreti che ancora nasconde tra le sue mura. Chi si avventura qui non può fare a meno di immaginare come sarebbe stata, se solo la fortuna avesse sorriso un po’ di più a Mario Bagno e alla sua visione di un mondo che oggi sembra appartenere a un’altra epoca.