Le parole taglienti di Panatta non sono passate inosservate. Al centro lo stile e la maturità in campo della Volpe. 

La stagione degli US Open 2025 si è chiusa con una finale che rimarrà impressa nella memoria degli appassionati di tennis italiani. Jannik Sinner, dopo settimane di partite straordinarie e un percorso che lo ha portato fino all’ultimo atto del torneo, si è dovuto arrendere a Carlos Alcaraz, in una sfida che ha visto il giovane alto-atesino lottare con coraggio ma alla fine cedere il titolo e la vetta della classifica mondiale.

Alla fine del match, durato 2 ore e 41 minuti, Sinner non ha nascosto la delusione ma ha mantenuto l’eleganza che lo contraddistingue. “Carlos ha giocato meglio di me oggi. Sei stato il migliore, goditela. Io… io ho fatto il meglio, più di così non potevo”, ha dichiarato rivolgendosi allo spagnolo, riconoscendo senza esitazioni la bravura dell’avversario. Un gesto che ha mostrato maturità, ma anche la fatica di una stagione intensa e logorante.

Il match racconta già tutto: Sinner lascia scivolare il primo set 6-2, reagisce con forza nel secondo vincendolo 6-3, ma cede nel terzo 6-1 e lotta fino all’ultimo nel quarto set, chiuso 6-4. Numeri che parlano chiaro: dall’inizio alla fine, la differenza di condizione e lucidità tra i due giocatori è stata evidente.

Le parole dure dell’ex campione azzurro

Durante l’incontro, Sinner ha mostrato segni di tensione crescente. Nonostante la sconfitta, Sinner ha dimostrato grande rispetto verso il suo team e la sua famiglia: “Alla mia squadra dico grazie per il sostegno e per avermi capito. Sappiamo tutti quanta dedizione mettiamo per essere qui. È stata una stagione incredibile. Abbiamo giocato tanti palcoscenici importanti e grandi partite durante l’anno. Sono molto felice di condividere questo momento con voi, con la mia famiglia che è a casa, con tutte le persone che amo, i miei amici”.

Le parole di Panatta su Sinner

Le parole di Panatta su Sinner hanno fatto il giro del web – Fb@Jannik Sinner-ungherianews

Con la vittoria di Alcaraz, si chiude quindi un’era per l’alto-atesino: dopo 65 settimane sul trono della classifica mondiale, il numero 1 ora passa nelle mani dello spagnolo. Per Sinner resta però la consapevolezza di aver dato tutto, e un messaggio chiaro: anche nelle sconfitte, la dignità e la determinazione restano un esempio per tutti gli appassionati. 

Tuttavia alla vigilia del grande incontro, tra applausi e critiche, Sinner si è trovato al centro di un vero e proprio circo mediatico. La sua maturità in campo, combinata a un approccio tattico che finora lasciava poco spazio agli avversari, lo ha trasformato in un bersaglio inevitabile di commenti schietti, diretti e talvolta spietati. In questo contesto, le parole di un veterano del tennis italiano hanno fatto immediatamente il giro del web, suscitando reazioni contrastanti.

E’ stato proprio Adriano Panatta, ex campione azzurro noto per il suo stile senza filtri e per le analisi taglienti a rompere il silenzio. Il commentatore non si è limitato a sottolineare il successo di Sinner: ha voluto evidenziare anche la performance dell’avversario Alexander Bublik, il cui stile irriverente e imprevedibile ha spesso fatto discutere. Secondo Panatta, il giovane italiano non solo nell’incontro che li ha visti competere per la semifinale negli USA, ha dominato il gioco, ma ha anche impartito una lezione severa a chi cerca di sorprendere con colpi inconsueti.

Le parole di Panatta sono state decise e dirette: senza giri di parole, ha descritto l’incontro come un momento in cui Sinner ha preso in mano la situazione senza esitazioni: “E poi c’è stato quell’altro fenomeno, Bublik, che fa tanto lo spiritoso. Beh, c’ha avuto proprio poco da ridere perché ha preso una sveglia epocale. Jannik lo ha preso proprio a sganassoni. Sinner ha dato una bella lezione di tennis ad uno che addirittura batte da sotto sulla seconda palla, una cosa che mi ha fatto proprio ridere”.

Il commento di Panatta, pur nella sua severità, mette in evidenza alcuni aspetti fondamentali del gioco di Sinner: una preparazione tecnica impeccabile, una concentrazione costante e la capacità di gestire la pressione, elementi che lo rendono un atleta completo e un simbolo del tennis italiano contemporaneo.