La BCE raccomanda di avere contante a portata di mano: ecco quanto serve davvero per far fronte a emergenze e blackout
Negli ultimi anni, tra pandemie, guerre e blackout improvvisi, è diventato evidente quanto sia importante avere a disposizione una riserva di contante in casa. Non si tratta di paranoia, ma di una raccomandazione concreta: il denaro liquido può fare la differenza nelle prime ore di una crisi, quando i sistemi digitali potrebbero non funzionare e gli sportelli bancari risultano inaccessibili.
La Banca Centrale Europea ha analizzato il ruolo del contante in queste situazioni e lanciato un messaggio: il cash resta uno strumento essenziale. A differenza dei pagamenti elettronici, il contante è tangibile, immediatamente utilizzabile e accettato ovunque, anche quando le infrastrutture tecnologiche falliscono. Le esperienze di emergenza in Europa, dalla pandemia di Covid-19 ai blackout in Spagna e Portogallo, passando per la crisi del debito greco, hanno dimostrato quanto le famiglie si siano affidate al contante per sentirsi sicure e mantenere il controllo della propria situazione finanziaria.
Avere contanti a portata di mano dà anche un senso di controllo e tranquillità, perché si sa di poter affrontare almeno i bisogni essenziali senza dipendere da circuiti elettronici. Secondo gli economisti che hanno contribuito al bollettino BCE “Keep Calm and Carry Cash”, questo fattore psicologico è fondamentale in tempi di incertezza.
Perché è importante avere contanti in casa
Al contrario di quanto si possa pensare, e in barba alle abitudini di molti italiani che pagano un caffè con il bancomat, avere del contante in casa è molto importante, soprattutto in tempi difficili.

In caso di emergenza, i soldi cash risultano molto utili – ungherianews
Il cantante infatti, ha due ruoli principali durante le crisi. Il primo è pratico: serve a comprare beni di prima necessità come cibo, medicine o carburante quando carte e app di pagamento non funzionano. Il secondo è psicologico: il denaro tangibile rassicura e permette di sentirsi meno vulnerabili in una situazione emergenziale.
Le esperienze recenti confermano questo comportamento. Durante la pandemia, molte persone hanno accumulato contante per sentirsi preparate a possibili restrizioni o chiusure. Con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, si è registrato un aumento improvviso della domanda di contante nelle aree vicine al conflitto. E nei blackout, come quelli in Spagna e Portogallo, chi disponeva di cash ha potuto affrontare spese essenziali senza interruzioni.
Alcuni Paesi europei hanno indicato linee guida concrete per le famiglie. In Olanda, le autorità suggeriscono di avere tra 70 e 100 euro per ogni membro della famiglia, sufficienti a coprire le spese essenziali nelle prime ore di una crisi. In Finlandia si pensa a bancomat funzionanti anche in caso di blackout, mentre in Austria si stanno studiando servizi per distribuire contante durante emergenze.
Secondo gli esperti, ogni persona o nucleo familiare dovrebbe avere a disposizione un fondo liquido di emergenza sufficiente a coprire almeno 72 ore. Questo significa poter affrontare spese quotidiane essenziali senza dover ricorrere immediatamente a sportelli o sistemi elettronici. La cifra esatta dipende dallo stile di vita, ma un buon punto di partenza è stimare ciò che serve per alimenti, medicine, trasporti e necessità immediate.