Scaldare o congelare il cibo in contenitori di plastica può rilasciare microplastiche e sostanze nocive negli alimenti: ecco cosa rivelano gli studi e come proteggerti con pochi, semplici accorgimenti.
La vita di decenni fa, quando tutto era naturale e la Terra era più sana, ormai è un capitolo totalmente chiuso per l’umanità di oggi. Oggi siamo circondati dalla plastica: la usiamo per conservare il cibo, scaldare le pietanze e perfino per congelarle, spesso senza renderci conto delle conseguenze. Eppure, recenti studi stanno lanciando un allarme che non possiamo più ignorare: le microplastiche, piccolissime particelle inferiori a 5 millimetri, stanno finendo ovunque — nell’acqua, nell’aria e anche nei nostri corpi.
La rivista Health fa un paragone spaventoso oltre a spiegarlo bene: nel cervello di un uomo medio si trova la stessa quantità di plastica contenuta in un cucchiaino di plastica. Un’ immagine che fa riflettere su quanto queste particelle invisibili si stiano accumulando nell’organismo, spesso a causa di abitudini quotidiane che consideriamo innocue.
Una delle più diffuse? Usare contenitori di plastica nel microonde o nel freezer. Due gesti semplici, pratici e all’apparenza innocui, ma che secondo la scienza possono aumentare il rischio di contaminazione da microplastiche nel cibo che mangiamo.
Microonde e plastica: una combinazione da evitare
Quante volte scaldiamo un piatto di pata o di un’altra pietanza al microonde all’interno di un contenitore di plastica? Quasi sempre perché ormai vediamo questo semplice gesto innocuo, scontato e soprattutto comodo. Per non parlare del fatto che al supermercato troviamo cibi precotti, preconfezionati nella plastica da mettere direttamente nel microonde.

Sono state coperte microplastiche all’interno dell’uomo – ungherianews
E’ bene tenere a mente che anche se sulla confezione c’è scritto “adatto al microonde”, il pericolo resta. Uno studio del 2023 ha dimostrato che, dopo appena tre minuti nel microonde, i contenitori di plastica possono rilasciare milioni di particelle di microplastiche negli alimenti. Il rilascio avviene persino a temperatura ambiente, anche se in modo più lento. Questo significa che la plastica, quando si riscalda, perde stabilità e lascia passare minuscoli frammenti che finiscono direttamente nel nostro cibo.
Oltre alle microplastiche, il calore può far sprigionare anche residui chimici come i PFAS, sostanze sospettate di essere cancerogene e legate a disturbi ormonali, infertilità e problemi metabolici. In sintesi, anche se il contenitore sembra “sicuro”, la plastica e il microonde restano una coppia da evitare.
Molti credono che i rischi esistano solo con il calore, ma la verità è che anche il freddo estremo del freezer può danneggiare la plastica. Secondo la professoressa Carmen Marsit dell’Università di Emory, durante il processo di congelamento la plastica diventa più fragile, si microfessura e rilascia piccole quantità di particelle che finiscono direttamente nel cibo congelato.
Queste microplastiche, una volta ingerite, possono accumularsi nel corpo e interferire con vari sistemi, tra cui quello digestivo, respiratorio e riproduttivo. Gli studi sono ancora in corso, ma i primi risultati non lasciano spazio a ottimismo: meglio prevenire, riducendo il contatto tra plastica e alimenti in ogni fase, dal frigorifero al microonde. Ma come disabituarsi a questo modo di fare?
Eliminare del tutto la plastica in cucina può sembrare impossibile, ma si possono adottare alcune abitudini semplici ed efficaci.
- Usa contenitori in vetro o ceramica per riscaldare gli alimenti nel microonde: sono sicuri, riutilizzabili e non rilasciano sostanze.
- Per congelare, scegli acciaio o vetro temprato, oppure sacchetti compostabili appositi.
- Evita piatti, bicchieri e posate di plastica: oltre a essere inquinanti, aumentano il rischio di contaminazione.
Ridurre l’uso della plastica è un piccolo gesto che ha un grande impatto sulla salute e sull’ambiente. Perché, se è vero che le microplastiche sono ormai ovunque, la scelta di limitarle parte proprio da ciò che facciamo ogni giorno — anche dal modo in cui riscaldiamo o conserviamo il nostro cibo.