Nel cuore del Lazio a 815 metri sul livello del mare, si trova un borgo che regala panorami mozzafiato a 360 gradi.

Circondato dai rilievi degli Ernici, dei Lepini e dal Monte Scalambra, questo comune di poco meno di 2.600 abitanti è noto non solo per le sue bellezze naturali, ma anche per la storia millenaria e le tradizioni culinarie che animano il territorio, oggi più vivo che mai grazie a eventi come la XVII edizione della Sagra delle Tacchie ai Funghi Porcini.

Il borgo da scoprire

La posizione geografica di Bellegra la rende una vera e propria terrazza naturale da cui ammirare l’anima più autentica del Lazio. Da un lato, la Val d’Aniene si apre all’orizzonte, mentre dall’altro si distende la Valle del Sacco: un susseguirsi di colori che mutano con il passare delle ore, dalla nebbia mattutina al tramonto dorato. Non è un caso che il borgo, chiamato fino al XIX secolo “Cittadella”, sia stato a lungo un punto strategico e difensivo.

Le sue radici affondano nel VI secolo a.C., quando Monte Celeste ospitava insediamenti degli Equi, poi degli Ernici e infine dei Romani. Il nome romano del borgo era Vitellia, e le tracce di quest’epoca sono ancora visibili nelle imponenti mura poligonali e nei resti del tempio dedicato alla dea Bona, costruzioni realizzate con la tecnica dell’Opus Cementicius. Questi elementi testimoniano una storia di difesa e ingegno che si è protratta nei secoli.

Un luogo di grande rilevanza spirituale è il Sacro Ritiro di San Francesco, situato a pochi chilometri dal centro, immerso in un bosco di faggi e castagni a 815 metri di altitudine. Qui, nel 1223, San Francesco d’Assisi sostò durante il suo viaggio verso il Sacro Speco di Subiaco, lasciando un’eredità che si è evoluta nel tempo fino alla fondazione, nel Seicento, del complesso conventuale da parte di Tommaso da Cori. Oggi il Sacro Ritiro ospita anche un piccolo Museo Francescano con reperti e documenti di grande valore storico e religioso.

Nel centro storico, la Chiesa di San Nicola rappresenta un altro gioiello, con i suoi stucchi barocchi anteriori al 1671 e l’incorporamento dell’oratorio duecentesco di Santa Lucia, custode di fede popolare.

Nel mese di ottobre, Bellegra si anima con la storica Sagra delle Tacchie ai Funghi Porcini, che nel 2025 celebra la sua diciassettesima

Le Grotte dell’Arco: un viaggio nel cuore della terra e della storia(www.ungherianews.it)

A circa quattro chilometri da Bellegra si aprono le suggestive Grotte dell’Arco, una cavità carsica lunga quasi un chilometro e alta fino a trenta metri. Questo ambiente naturale è ricco di formazioni di stalattiti e stalagmiti e custodisce testimonianze di epoche lontane, tra cui resti faunistici del Paleolitico, tracce di industria litica mesolitica e pitture rupestri antropomorfe e zoomorfe. L’arco naturale di pietra, da cui le grotte prendono il nome, rappresenta un simbolo di connessione tra natura e mito.