IMU: quando spetta davvero l’esenzione per la prima casa. Tutto quello che c’è da sapere al riguardo. 

Con l’avvicinarsi della scadenza del 16 dicembre per il versamento dell’IMU, molti contribuenti che hanno acquistato casa nel secondo semestre del 2025 si trovano a chiedersi se siano tenuti o meno al pagamento del tributo. La questione non è banale, perché la normativa sull’esenzione per l’abitazione principale presenta ancora diverse sfumature, e gli enti locali stanno intensificando i controlli sulle situazioni “di confine”, in cui l’immobile dichiarato come prima casa risulta nei fatti utilizzato come seconda abitazione.

Il punto di partenza è la Legge 160/2019, la Legge di Bilancio 2020, che ha introdotto una definizione precisa di abitazione principale: è l’immobile in cui il proprietario e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. In questa formulazione, la norma lega l’esenzione alla residenza e alla dimora non solo del singolo possessore, ma anche dei suoi familiari conviventi. Tuttavia, questa impostazione è stata modificata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 209 del 2022, che ha ridefinito il concetto di abitazione principale in chiave più individuale.

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Secondo i giudici della Corte Costituzionale, ciò che conta è esclusivamente la condizione del soggetto passivo dell’imposta: è abitazione principale il luogo in cui egli ha la residenza anagrafica e la dimora abituale, indipendentemente dalla situazione dei componenti del nucleo familiare.

Come chiedere l'esenzione IMU?

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La decisione ha introdotto un cambiamento significativo: oggi due coniugi che vivono e lavorano in Comuni diversi, ognuno con la propria abitazione, possono legittimamente beneficiare entrambi dell’esenzione IMU sulle rispettive case, purché ciascuno risieda e dimori effettivamente nel proprio immobile. Sulla base delle norme e della giurisprudenza, è possibile individuare alcuni casi concreti in cui l’esenzione IMU è riconosciuta:

  • quando il contribuente possiede un solo immobile utilizzato come abitazione principale e non classificato come “di lusso”;

  • quando i coniugi risiedono in Comuni diversi e ciascuno dimora abitualmente nella propria casa;

  • quando i coniugi risiedono nello stesso Comune, ma in due immobili distinti, purché ognuno dimori effettivamente nell’abitazione per cui chiede l’esenzione.

L’esenzione, invece, non spetta se la residenza e la dimora abituale non coincidono nello stesso immobile o se l’abitazione dichiarata come “principale” non risulta realmente vissuta dal proprietario. Ad esempio, nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano due immobili in Comuni diversi ma condividano la dimora abituale in uno solo, l’esenzione varrà esclusivamente per quell’immobile.