C’è una cosa che non deve essere mai fatta quando si sistema la tavola e si hanno ospiti a cena, sarebbe una gravissima offesa

Non tutti sanno che c’è una cosa che non si deve fare a tavola, un gesto che se viene fatto – anche in modo non volontario – rischia di far offendere non poco i commensali. Questo perché dietro questo gesto si cela un significato ben preciso, che è bene conoscere se non si vuole arrecare un’offesa a un proprio ospite.

Cosa, quindi, non si deve fare quando si apparecchia la tavola? È meglio evitare questo gesto altrimenti si potrebbe rovinare un bel pasto, basta un piccolo accorgimento e soprattutto conoscere le ragioni che si celano dietro a questo “divieto” per caprie perché vada evitato.

A tavola non deve mai esserci il pane capovolto, i motivi

In Italia c’è un’usanza molto antica che riguarda il modo di portare il pane a tavola, questo infatti non deve essere mai capovolto al contrario. Una tradizione, che sebbene risalga a un’epoca remota, è ancora molto seguita, anche se c’è anche chi non la conosce.

come deve essere messo il pane a tavola

Come deve essere messo il pane a tavola – Ungherianews.com

Perché il pane a tavola non può essere capovolto? Le ragioni sono due, una è religiosa e l’altra è storica. Il motivo religioso è legato al simbolismo del pane, che rappresenta il “Corpo di Cristo” e per questa ragione, tenerlo capovolto è considerata una mancanza di rispetto nei confronti del Signore, al pari di una bestemmia. Si tratta, dunque, anche di un’offesa nei confronti dei commensali e per questo non va mai capovolto a tavola.

C’è anche chi ritiene che il pane capovolto a tavola porti sfortuna, ma questa ragione non è legata alla fede, quanto piuttosto a usanze popolari. La motivazione storica, invece, risale al 1400 quando in Francia Carlo VII, che sosteneva la pena di morte, iniziò a reclutare boia, in tantissimi finirono per essere odiati dai francesi. Ma qual è il legame con il pane e con l’usanza che non si debba mettere capovolto a tavola?

Tutto nasce in Francia, intorno al 1400, quando Carlo VII, grande sostenitore della pena di morte, diede il via a un massiccio reclutamento di boia. All’improvviso, persone comuni si ritrovarono a vestire i panni di assassini e, ovviamente, a essere odiati dai parigini. Cosa c’entrano le pagnotte in tutto ciò? A quei tempi i panettieri avevano l’usanza di dividere il pane in vendita in base ai ceti sociali, c’era quello del papa, dei cavalieri, dei preti e poi c’era quello dei boia.

Per loro veniva preparata una pagnotta di scarsa qualità, ma la cosa fece infuriare Carlo VII quando lo scopri, il re, infatti, ordinò di trattare i boia al pari degli altri clienti. Così i panettieri servivano loro lo stesso pane, ma in segno di disprezzo glielo davano capovolto. Gesto che arrivò alle orecchie del sovrano che, proprio per evitare queste discriminazioni, iniziò a far lavorare i boia con un cappuccio, così da non essere riconoscibili. Ancora oggi, però, in Francia la questione del pane capovolto è molto sentita e vista come un segno di disprezzo, quindi un’offesa.