Da Budapest – Secondo i dati pubblicati da Eurostat il 32% degli ungheresi vive in condizioni economiche precarie. Per i dati dell’Istituto di statistica europeo l’Ungheria è il quarto stato in questa triste classifica. Ai primi posti Romania, Bulgaria e Grecia. Mentre l’Italia è undicesima con il 17% della popolazione a rischio di marginalità economica. Eurostat considera in difficili condizioni economiche quelle persone che non riescono ad effettuare spese per almeno 5 dei seguenti elementi:
- spese straordinarie;
- una settimana di vacanza via di casa in un anno;
- arretrati (mutuo, affitto, bollette, etc.);
- un pasto con carne o pesce ogni secondo giorno della settimana;
- mantenere la casa adeguatamente calda;
- una macchina per uso privato;
- vestiti adeguati;
- cambio dei vestiti vecchi con vestiti nuovi;
- un budget settimanale di soldi da spendere per se stesso;
- regolari attività sportive settimanali;
- andare almeno una volta al mese a mangiare o bere fuori con amici/parenti;
- avere una connessione internet.
Questa i dati riguardanti tutti i paesi UE:
L’Ungheria da questo punto di vista si considera quindi uno dei paesi europei più arretrati. In particolare a soffrire di più solo le aree rurali e quelle del nord-est del paese dove è folta la comunità rom. In particolare tra i rom la percentuale di rischio di esclusione sociale, secondo i dati dell’istituto di statistica ungherese KSH (calcolati però in maniera diversa rispetto Eurostat) supera il 75%.
Il dato di rischio di marginalizzazione economica in Ungheria è comunque in discesa. Eurostat evidenziava nel 2014 una percentuale del 41%, nel 2015 del 37% e nel 2016 del 31,9%.
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