Eno-gastronomia

Ricette: il lecsó, la peperonata ungherese

Articolo di Júlia Iván

“Csapjunk bele a lecsóba!” ovvero “Diamo una botta al lecsó” è un simpatico modo di dire della lingua parlata ungherese che può essere tradotto in “cominciamo a fare qualcosa”, mettiamoci all’opera. Ma anziché sbatterci, vi invitiamo a farci amicizia e non perdervi assolutamente questo apprezzatissimo piatto ungherese.

Appena le bancarelle dei mercati sono stracolme di ortaggi cresciuti sotto il sole, l’inconscio collettivo nazionale fa spontaneamente venire a tutti noi ungheresi  – uomini ispirati, casalinghe più o meno esperte un’incessante mania – che durerà per tutta la stagione estiva, quella di preparare il lecsó. Piatto semplice che con i suoi colori vivaci e sapori spiccati rende meglio l’essenza della calda estate continentale, mettendo in evidenza i prodotti della nostra terra.

Come per tutti i piatti diffusissimi, ogni famiglia ha la propria ricetta intoccabile. Con differenti idee sulla proporzione perfetta tra cipolle, peperoni e pomodori. Il modo giusto su come tagliare le verdure, per non parlare dell’aggiunta di certi ingredienti che per altri connazionali possono equivalere ad un sacrilegio…

Ma come l’ha definito il grande Váncsa István, scrittore e intenditore di buona cucina: “il lecsó è la libertà”, cioè è liberamente variabile secondo i gusti personali.

Adesso vi proponiamo una variante di base, con alcuni consigli nello scegliere gli ingredienti adeguati per avere un risultato davvero autentico e squisito.

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 Ingredienti

  • 1 cipolla, tagliata grossolanamente;
  • 2 o 4 peperoni, tagliati a 2×3-5 cm – usate quelli lunghi, chiari, bianchi, rossi e gialli ma non i californiani! Aggiungete magari 1-2 peperoncini piccanti;
  • 2 pomodori, tagliati a 4-6 spicchi – ben maturi e succulenti;
  • un cucchiaio di strutto di mangalica, maiale, anatra o papera – diffidatevi di chi vi propone di usare l’olio!
  • 50-100 grammi di lardo affumicato, tagliato a dadini – di maiale o mangalica, con qualche strato di carne (tipo Kolozsvári);
  • un paio di salsiccia contadina affumicata (parasztkolbász);
  • un cucchiaio di paprika in polvere (piccante o dolce);
  • sale, quanto basta.

Preparazione

Prendete una pentola non antiaderente, possibilmente in ferro o acciaio ma se avete la possibilità, cucinate in un paiolo sopra il fuoco, all’aria aperta. Mettete a rosolare il lardo a dadi sullo strutto sciolto. Poi soffriggete bene le cipolle, salate, aggiungete la paprika e lasciate cuocere sotto il coperchio a fuoco moderato – attenzione che la paprika non diventi amara dal calore! A volte mescolate affinché le cipolle diventino morbide.  Aggiungete i peperoni e soffriggete per altri 10-15 minuti, poi unite i pomodori e le salsicce tagliate a fettine. Prima cuocete un po’ con il coperchio, giusto il tempo che dalle verdure esca parte del loro contenuto liquido. Mescolate bene ogni 5 minuti. Toglie dal fuoco e lasciate evaporare l’acqua in modo che la salsa si faccia bella densa e rossa. Un po’ di paprika in più non guasta se alla fine vorreste fornirgli un colore più rosso fuoco.

Come si mangia?

Tradizionalmente il lecsó è un secondo che si mangia con una fetta di pane. Per farne un piatto più ricco per pranzo, lo si può servire con riso o pastina (tarhonya). Se riscaldato il giorno si può mangiare a colazione o a cena. Si possono aggiungere delle uova sbattute, ed ecco un piatto tutto nuovo!

Si può preparare un lecsó meno “intenso”, senza le salsicce e servirlo abbinato ad un filetto di maiale (lecsós szelet) con riso.

Per la versione vegetariana al posto delle salsicce e del lardo si aggiungono le zucchine o le melanzane.

Buon appetito! Jó étvágyat!

 

 

© Riproduzione riservata

Foto: femina.hu, cegledipanorama.hu

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