Considerato da molti un nemico della linea, il soffritto può diventare un alleato della cucina leggera: basta conoscere i giusti accorgimenti per renderlo sano e digeribile.

Quel profumo inconfondibile che ha venire l’acquolina in bocca, irresistibile, tentazione irrinunciabile, soprattutto per chi sta a dieta, ma anche il più temuto. Il soffritto è l’apertura delle danze, l’inizio di un viaggio, è il punto di partenza di tanti piatti italiani. Chi sta seguendo un’alimentazione restrittiva per perdere peso, con tanto dispiacere, tende ad eliminarlo pensando che sia troppo grasso o pesante. Ma è così?

In realtà, il problema non è il soffritto in sé, ma come lo prepariamo. Con qualche piccolo accorgimento, può diventare un alleato del gusto e della salute, senza appesantire la linea. La verità, confermano i nutrizionisti, è che i grassi non vanno demonizzati. Servono al nostro organismo per assorbire vitamine importanti, come la A, la D e la K, e contribuiscono a rendere i piatti più sazianti. Il segreto sta nella qualità dell’olio, nelle dosi e nella temperatura di cottura

Se l’olio brucia, infatti, si formano sostanze dannose e il risultato è un soffritto indigesto. Ma se lo si cuoce a fuoco dolce e con ingredienti freschi, diventa una base sana e profumata anche per chi segue una dieta ipocalorica. E allora sì: a dieta puoi usare il soffritto. Ti basta conoscere qualche trucco per renderlo più leggero, mantenendo tutto il sapore della versione classica. 

Il soffritto perfetto: pochi grassi, tanto gusto

La prima regola è la temperatura: il fuoco deve essere dolce, mai troppo alto. Quando l’olio inizia a fare fumo, significa che ha superato il cosiddetto “punto di fumo” e va buttato. Per evitarlo, si può aggiungere un cucchiaio d’acqua insieme all’olio e alle verdure: in questo modo, il liquido rallenta il riscaldamento e impedisce al grasso di bruciare.

verdure cotte a fuoco dolce

Le verdure cotte a fuoco dolce mantengono gusto e nutrienti – ungherianews

Un altro trucco è aggiungere il sale all’inizio, prima dell’olio: il sale fa uscire naturalmente l’acqua dalle verdure, che a loro volta rilasciano umidità e creano un ambiente di cottura più delicato. Il risultato è un soffritto lucido, leggero e aromatico, pronto a insaporire minestroni, risotti e sughi senza pesantezza.

L’olio extravergine d’oliva resta la scelta migliore: contiene antiossidanti e grassi buoni, utili anche per chi è attento alla linea. Basta non esagerare con la quantità: un cucchiaio per quattro persone è più che sufficiente.

Per chi vuole un risultato ancora più leggero, esistono alcune varianti. Una delle più diffuse è il “soffritto a freddo”: si mettono in pentola le verdure tritate, un filo d’olio e un goccino d’acqua, accendendo il fuoco solo dopo. La cottura sarà lenta, ma il gusto resta intenso e il piatto molto più digeribile.

Un’altra versione è il “soffritto inverso”: si cuociono sedano, carota e cipolla in un mestolo di brodo o acqua, finché non diventano morbidi. Solo alla fine, a fiamma spenta, si aggiunge un cucchiaio d’olio a crudo. In questo modo si preservano gli aromi e si limita l’apporto calorico.

Chi vuole ridurre ulteriormente i grassi può saltare le verdure solo con acqua o brodo e completare il piatto con un filo d’olio extravergine a crudo. Questa versione è perfetta per chi segue diete ipocaloriche o ha problemi digestivi, ma non vuole rinunciare al gusto della cucina italiana.

Oltre a insaporire i piatti, un soffritto eseguito correttamente può persino favorire la digestione e stimolare il metabolismo. Cuocere le verdure a fuoco basso in olio extravergine aumenta la biodisponibilità di composti antiossidanti come il licopene e il betacarotene, presenti in carote e cipolle. Inoltre, la dolcezza delle verdure stufate aiuta a ridurre la necessità di sale o condimenti aggiuntivi. Insomma, non è necessario bandire il soffritto dalla dieta: basta imparare a prepararlo nel modo giusto.