Romania: ancora uno schiaffo alla minoranza ungherese

Da Budapest – Dopo neanche dieci giorni dalla grande manifestazione di Targu Mures/Marosvásárhely, ove centinaia di cittadini di etnia ungherese si sono radunati per protestare contro la chiusura dell’unica scuola superiore cattolica di lingua ungherese della città, torna nuovamente in auge il dibattito sui diritti lesi della minoranza ungherese in Romania.

Questa volta a scatenare il casus belli ci pensa il colosso ungherese del settore petrolifero MOL e l’apparentemente innocente distribuzione di cartine geografiche bilingui nelle proprie stazioni di servizio, volte a favorire il turismo ed a proteggere la specificità linguistica della Terra dei Siculi, regione storica della Transilvania abitata prevalentemente da “ungarofoni”. A fare da megafono contro l’iniziativa della compagnia petrolifera magiara si erge Traian Basescu, ex Presidente della Repubblica ed affatto nuovo ad uscite anti-ungheresi, il quale, in occasione del raduno nazionale della sezione giovanile del suo partito (il Movimento Popolare) a Neptun, sul Mar Nero, ha puntato il dito contro la compagnia petrolifera, colpevole ai suoi occhi di “propagandare l’autonomia della Terra dei Siculi, atto che va contro la Costituzione romena”. Tuttavia, la risposta della sussidiaria romena del Gruppo non si è fatta attendere, tanto che appena poche ore dopo il comizio di Basescu, con un comunicato stampa è stato fatto presente che l’iniziativa, principiata nel 2011 e patrocinata dall’ allora ministro Udrea, amica intima dell’ex Presidente della Repubblica, prevede anche la distribuzione di cartine turistiche simili in altre regioni del paese, come ad esempio la Terra dei Sassoni, regione con forte presenza tedescofona, e la Moldavia.

Energia - Budapest - MOL üzemanyagtöltõ állomás Kõbányán

La compagnia petrolifera ungherese MOL

In ogni caso, la pretestuosa opposizione di Basescu all’iniziativa della MOL si inserisce in una più vasta “guerra” mai dichiarata che oppone la politica e la burocrazia romena  alla promozione turistica, culturale ed identitaria della popolazione ungherese della Romania. Ad esempio, qualche tempo fa venne negata la registrazione ufficiale all’ associazione turistica della Terra dei Siculi, in quanto secondo le autorità romene la legge dello stato riconosce come unità amministrative solamente le contee e le città, ma non le regioni storiche; peccato che la Bucovina e il Burzenland possano da sempre promuovere le proprie ricchezze senza alcun genere di limitazione burocratica.

Insomma, mentre da una parte sembra ancora lontano il giorno in cui gli ungheresi di cittadinanza romena vedranno pienamente riconosciuti i propri diritti, dall’altra corre l’obbligo di sottolineare come la Romania, da paese membro dell’UE quale è da dieci anni, si ostini ancora a portare avanti una politica di chiusura degna dei momenti più tristi della storia nazionale romena.

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La mappa turistica incriminata

Foto: demokrata.hu, 444.hu

 

 

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