Cultura

Lo psicologo (ungherese) che ha trovato e spiegato la felicità

Articolo di Júlia Iván

Si dice che noi ungheresi siamo amari, depressi e vediamo il bicchiere sempre mezzo vuoto. Un altro luogo comune vuole che lamentarci senza tregua sia il nostro sport nazionale prediletto. Ma nell’attesa che la lagna a lunga distanza diventi una disciplina olimpica dominata dai nostri connazionali, ci impegniamo ad invidiare i più “fortunati” di noi.

Sfatiamo questi stereotipi presentandovi uno degli scienziati più affermati della psicologia positiva, Mihály Csíkszentmihályi. Sì, è stato proprio un ungherese a capire, indagare e spiegare al mondo dal punto di vista scientifico i segreti di una vita appagante, a prescindere dalle condizioni predeterminate dell’individuo.

CEU

Il Prof. Csíkszentmihályi alla Central European University

Nato nel 1934, Csíkszentmihályi cresce a Fiume e a Roma affrontando esperienze formative molto significative per lui in ambienti multiculturali, tra scuole in Italia e vacanze in Ungheria.

Fin da ragazzino lo affascinava la contraddizione tra l’attitudine di certe persone e le loro realtà segnate da tragedie familiari ed economiche subite a causa delle guerre ma che tuttavia conservarono la gioia di vivere, l’umanità e la forza di riprendersi e condurre una vita piena di soddisfazioni. Quest’interesse travolgente lo spinse a partire dall’Italia per studiare psicologia all’Università di Chicago. Inoltre, il suo coraggio di mettere in dubbio alcune presunte verità degli adulti già da bambino, la sensibilità di meravigliarsi perfino di fronte ai comportamenti umani più banali e l’umiltà consentivano a Csíkszentmihályi di dedicarsi alle ricerche di temi come la felicità, la creatività, il talento e l’adolescenza.

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Il Prof. Csíkszentmihályi a Budapest

Il termine „flow”  viene usato da Csíkszentmihályi per la prima volta nel libro „Beyond Boredom and Anxiety” (Oltre la noia e l’ansia) nel 1975 per descrivere le esperienze ottimali. Il libro “Flow – The Psychology of Optimal Experience”,  dedicato prevalentemente ad un pubblico vasto, di non esperti, esce nel 1990 negli USA. Il manuale diventa best seller in tanti paesi, in Ungheria continua ad essere richiesto nelle librerie dopo 20 anni. Purtroppo non ci risulta la pubblicazione in italiano ma chi voglia di approfondire l’argomento, può trovarlo in varie lingue.

Flow non è un volume auto-aiuto pieno di ricette specifiche che ci promette di condurci al nostro Nirvana personale, ma è un libro in cui ogni frase fa spontaneamente riflettere il lettore, offrendo la possibilità di mettersi a confronto e di prendere coscienza delle proprie esperienze e dei propri sentimenti. La stessa sua lettura ci porta a sperimentare “il flusso”.

Il flow è uno stato mentale attivo in cui ci si immerge completamente in un’azione in pieno equilibrio tra competenze dell’individuo e complessità del compito. La coscienza è totalmente sotto controllo e la percezione del sé è sciolta nella stessa attività. Sebbene lo sforzo impiegato non sempre sia piacevole sul momento, successivamente l’esperienza vissuta diventa molto gradevole e rende l’io più complesso.

Nella pratica flow vuol dire un bambino che si impegna a costruire il castello di lego più bello della sua vita, un cane che corre felice sui prati, un atleta che batte il record mondiale alle Olimpiadi o un discorso animato ma particolarmente piacevole tra amici. La tipologia delle attività dipende quindi dalle nostre scelte personali – a patto che richieda, come sottolineato nella definizione, il coinvolgimento attivo del soggetto.

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Csíkszentmihályi su Ted Talk

Quando invece non si tratta di un nostro passatempo preferito, ma di come affrontare gli avvenimenti di tutta la vita, la focalizzazione dell’attenzione e il modo in cui le informazioni vengono interpretate dalla coscienza hanno un ruolo cruciale nel trovare gli aspetti meritevoli anche nelle circostanze meno gradite.

La teoria del flusso è applicata da parecchie discipline: psicologia sportiva, gestione aziendale, educazione scolastica e vari metodi di crescita personale, ecc. Si possono cogliere delle sue idee nelle interviste rilasciate da artisti, atleti di massimo livello, imprenditori quando parlano dell’attitudine verso il loro campo dell’eccellenza.

Lo stato del flusso è a portata di tutti: con l’aiuto del libro conoscendone i criteri, si può imparare a moltiplicarne gli effetti nella nostra quotidianità, per la gioia di noi stessi e di tutti.

© Riproduzione riservata

Foto: geopolitika.hu, CEU, TED Talk, sicologiasinp

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