Da qualche giorno è entrato ufficialmente in vigore il Conto termico 3.0, nuovo programma di incentivi per famiglie, imprese ed enti pubblici
Un bonus volto a promuovere interventi di efficienza energetica e l’adozione di impianti a fonti rinnovabili. Questo incentivo, che ha trovato spazio in Gazzetta Ufficiale, offre contributi fino a 15.000 euro, calcolati in percentuale sulle spese sostenute, e prevede una gestione semplificata delle richieste tramite il portale online del GSE (Gestore dei Servizi Energetici).
Il Conto termico 3.0 rappresenta un’importante opportunità per sostenere la transizione energetica in Italia, favorendo l’adozione di tecnologie ecologiche e riducendo i consumi energetici in un’ottica di sostenibilità
Cos’è il Conto termico 3.0?
Il Conto termico 3.0 è una misura pensata per favorire la riqualificazione energetica degli edifici e l’introduzione di tecnologie sostenibili, come l’installazione di impianti che riducono il consumo di energia. Tra gli interventi finanziabili ci sono la sostituzione di caldaie tradizionali con pompe di calore o caldaie a biomassa: un passo fondamentale verso la decarbonizzazione del settore residenziale e industriale; l’installazione di collettori solari termici: per sfruttare l’energia del sole per il riscaldamento dell’acqua; gli interventi di isolamento termico e riqualificazione dell’involucro edilizio: per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e ridurre i consumi; i sistemi di building automation: per ottimizzare il controllo dei consumi energetici in modo intelligente.

Incentivi per l’energia più sostenibile – (ungherianews.com)
Gli incentivi sono strutturati in modo da premiare chi adotta soluzioni tecnologiche avanzate e sostenibili, con contributi differenti a seconda della tipologia di intervento e del soggetto richiedente. Le famiglie possono beneficiare di un contributo massimo di 5.000 euro, mentre le imprese possono arrivare fino a 15.000 euro.
Per accedere agli incentivi del Conto termico 3.0, i richiedenti devono soddisfare alcuni requisiti fondamentali Residenza o sede in Italia: sia per i privati che per le imprese. ISEE aggiornato: le famiglie dovranno presentare l’indicatore della situazione economica equivalente per poter beneficiare del bonus. Documentazione tecnica e fatture: per comprovare gli interventi effettuati e le spese sostenute. Impianti certificati: i prodotti installati devono essere conformi alle normative europee in materia di efficienza energetica e sicurezza.
La richiesta può essere inviata tramite il portale online del GSE, che si occuperà di esaminare le domande e redigere le graduatorie, gestendo così la distribuzione degli incentivi in modo trasparente e veloce.
L’importo del contributo dipende da vari fattori, tra cui la tipologia di intervento, la potenza dell’impianto e la spesa complessiva sostenuta. In generale, il contributo coprirà una parte delle spese documentate, con percentuali che variano a seconda della tecnologia adottata. Famiglie: fino al 65% delle spese ammesse. Imprese: tra il 40% e il 50% delle spese sostenute. Enti pubblici: gli enti locali, come scuole, ospedali e uffici comunali, avranno un’aliquota potenziata per incentivare gli interventi di riqualificazione degli edifici pubblici.
Per le richieste sotto i 5.000 euro, l’incentivo verrà erogato in un’unica soluzione. Per importi superiori, invece, il contributo sarà suddiviso in rate annuali, fino a un massimo di cinque anni, a seconda della somma totale richiesta.