Tenere la casa calda può costare, soprattutto se si hanno stufe e camini: attenzione alle multe e cosa si rischia.
Con l’avvicinarsi sempre più prepotente dell’inverno, il freddo aumenta di possanza, e in molti cercano di riscaldarsi al meglio, dentro casa, con i vari sistemi di riscaldamento disponibili. In questo contesto, c’è chi possiede stufe e camini e riesce a creare l’atmosfera natalizia perfetta.
Quella in cui, magari, si legge un bel libro e si raccontano storie di ogni genere, godendo del calore emanato dal fuoco. Una suggestione tipica di questo periodo, che eleva i sensi. Tuttavia, nonostante il fascino intramontabile del fuoco, è necessario prestare attenzione a tutta una serie di questioni.
Le multe, infatti, sono dietro l’angolo se si infrangono alcune norme che riguardano stufe e camini.
Casa calda con stufe e camini, ma occhio alle sanzioni: rischi di spendere un sacco
Forse non tutti ne sono al corrente, ma non in tutto il Paese si può fare uso libero del riscaldamento a legna, in quanto ci sono aree interessate da rigide restrizioni ambientali.

come evitare multe per stufe e camini-ungherianews.com
L’obiettivo di queste regole è quello di apportare una importante riduzione dell’inquinamento dell’aria e delle polveri sottili. Ad oggi, ci sono impianti obsoleti che generano parecchie polveri sottili, soprattutto in Lombardia, Piemonte, Vento, Emilia Romagna. Qui si crea un ristagno d’aria ed essendovi poca ventilazione, si genera un accumulo di agenti inquinanti.
Ecco perché, in queste aree, vi sono divieti mirati e conseguenti multe per far sì che l’uso di stufe e camini obsoleti sia limitato. C’è una classificazione ambientale che va da 1 a 5 stelle. In sostanza, impianti di classe da 1 a 2 stelle sono molto inquinanti e ne è vietato l’uso tutto l’anno nelle aree più critiche.
Gli impianti 3 stelle sono permessi solo se non c’è allarme smog. E infine, gli impianti 5 stelle, più ecologici, si possono usare ogni giorno, senza problemi. Per chi infrange tali norme ci sono sanzioni che vanno da 100 a 500 euro, e fino a 5 mila euro se non si dichiara l’impianto o non è conforme alle norme in questione.
Per mettersi in regola è necessario controllare a che classe ambientale appartiene la propria stufa, monitorare le ordinanze comunali, utilizzare legna certificata ed eseguire una manutenzione, ogni tot, tempo della canna fumaria. Si tratta di precauzioni da prendere se non si vuole incorrere nelle suddette multe, che peraltro svuotano il portafogli. Tenendo sotto controllo la situazione, invece, si tutela l’ambiente.