Rassegna stampa settimanale curata dal sito Live in Budapest con le principali notizie apparse su giornali e blog ungheresi. 

SCUOLA

Il dibattito sulla scuola arriva finalmente anche in parlamento (telex), con la partecipazione anche di numerosi esponenti del partito di governo al dibattito in aula. Secondo l’opposizione, dimostra il timore verso le proteste in atto in questi giorni. Il sottosegreatario agli interni ha puntato l’indice contro le sanzioni che tolgono risorse al Paese e ai passati governi socialisti degli anni 2000.

ISRAELE

Alle elezioni israeliane, la vittoria di Netanyau è salutata come il trionfo di un alleato di Orbán, scrive index.hu

INTERVISTA A TIMOTHY GARTON ASH

Lunga intervista di HVG a Timothy Garton Ash, uno tra i maggiori giornalisti britannici, esperto di eEuropa centrale, che ha conosciuto Orbán già nel 1988 quando dal collegio Bibo scriveva pamphlet sul ripristino dello stato di diritto in Ungheria. Come aveva previsto è diventato il politico più talentuoso della sua generazione, “ed é ripugnante che come leader di un Paese Ue possa quasi essere definito un alleato di Putin”.

VETO UNGHERESE

L’Ungheria sta bloccando con il proprio veto il rinnovo dell’accordo “post Cotonou” tra Ue e i 79 Paesi africani e dell’area del pacifico (hvg) che riguarda crisi globali come il cambiamento climatico, la pandemia, il terrorismo, la povertà, i diritti umani. L’Ungheria sostiene che l’accordo faciliterebbe le migrazioni e mira ad accordi bilaterali.

ORBÁN SULLA CRISI ENERGETICA

Riprende l’appuntamento settimanale del venerdì mattina di Viktor Orbán in radio. Arriva meno gas, ci sono sue soluzioni: consumare meno o farlo arrivare da altri fornitori, ma per questo vi sono delle barriere fisiche. Tutti vogliono approfittare di questa debolezza dell’Ue. I problemi con le forniture però non riguardano l’Ungheria: il south stream è intatto e i contratti sono a lungo termine. “Gli ungheresi sono stati più bravi” e per questo non vogliono partecipare al price cap, dice Orbán. Sono le sanzioni a far crescere il prezzo del gas. In Europa la situazione peggiora, ma di questo se ne avvantaggia l’Ungheria perché siamo in un Mercato Comune.



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Fonte: Live in Budapest

Foto di copertina: Coceancig/UngheriaNews