Fidesz: “Solo gli estremisti sono contro la doppia cittadinanza”

In questi giorni in Italia si è molto parlato di doppia cittadinanza dopo la proposta del Partito delle Libertà austriaco di estendere la cittadinanza austriaca anche ai sudtirolesi. Negli stessi giorni a Budapest si raggiungeva il milionesimo “nuovo cittadino”. Infatti l’Ungheria concede, e favorisce, l’estensione della cittadinanza magiara anche agli appartenenti delle minoranze fuori dai confini nazionali.

A Buda, nel palazzo Presidenziale, il 16 dicembre il Presidente ungherese János Ader ha concesso la cittadinanza ungherese a una coppia di ungheresi della Vojvodina (oggi Serbia). Un momento particolare perché la coppia ha rappresentato il milionesimo ungherese che ha ricevuto la tanto sospirata cittadinanza dopo l’entrata in vigore della norma del 2011 voluta dal Fidesz. Il Presidente ungherese Ader ha dichiarato solennemente: “oggi noi qui stiamo celebrando l’unità della nazione ungherese”.

Lajkó Miklós; Áder János

Il Presidente ungherese mentre concede la cittadinanza

La storia ungherese del ‘900 è una storia fatta di tragedie ed in particolare il trattato di pace del Trianon rimane una ferita aperta per molti. Nel 1920 un terzo degli ungheresi si trovò ad abitare fuori dai confini d’Ungheria aprendo una serie di problemi che hanno contraddistinto il Novecento ungherese. Ancora oggi gli ungheresi che abitano nei paesi limitrofi sono più di 2 milioni, soprattutto in Romania, Slovacchia, Serbia e Ucraina.

L’idea di estendere la doppia cittadinanza è stata più volte formulata dal partito di Orbán. Tanto è vero che il Fidesz organizzò un referendum in merito nel 2004. All’epoca il governo ungherese guidato dal centro-sinistra si oppose strenuamente a questa idea agitando lo spettro dell’arrivo nel paese di migliaia di persone alla ricerca del welfare state e dei sussidi ungheresi. Grazie anche alla campagna di paura avviata dai socialisti il referendum fallì, il quorum rimase lontano e addirittura la vittoria dei Sì fu risicata. Da allora però sono cambiate tante cose.

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Manifesti contro la concessone della cittadinanza nel 2004

Con l’arrivo del Fidesz al governo nel 2010 viene votata la legge che permette di concedere la cittadinanza ungherese anche agli ungheresi che risiedono nei paesi limitrofi. Due i requisiti avere avuto parenti che risiedettero nei territori che appartenevano all’Ungheria e parlare ungherese. Da allora in centinaia di migliaia hanno fatto richiesto ed ottenuto la cittadinanza ungherese. Questa misura ha però aperto spesso contrasti con i paesi limitrofi che hanno accusato l’Ungheria di nazionalismo ed in alcuni casi di volontà irredentistica. In particolare la Slovacchia, dove per legge non si può possedere più di una cittadinanza ha impugnato la scelta di Budapest. Il governo slovacco è arrivato addirittura a togliere la cittadinanza slovacca a chi avrebbe richiesto quella ungherese.

Dopo 7 anni dalla promulgazione della legge sulla doppia cittadinanza ungherese si possono però trarre i primi giudizi su quello che ha rappresentato questo passo. Dal punto di vista storico-emotivo ha rappresentato un passo importante per la lacerazione delle ferite che hanno riguardato l’Ungheria del Novecento, riappacificando, in un certo senso, anche il rapporto tra le minoranze magiare e gli ungheresi d’Ungheria.. Mentre dal punto di vista socio-economico non si è verificata la tanto paura corsa allo stato sociale ungherese degli abitanti dei paesi limitrofi, quanto invece da questi paesi arrivano spesso giovani che si trasferiscono in Ungheria e contribuiscono in questa maniera alla crescita del paese, soprattutto in considerazione del basso tasso di natalità dell’Ungheria e della carenza di manodopera. Nonostante ciò rimangono aperti contenziosi con alcuni paesi limitrofi, come dimostrano i casi della Slovacchia e dell’Ucraina. Molto discussa anche la legge elettorale ed il sistema con cui votano gli ungheresi all’estero, il cui voto rientra nella lista nazionale (tra gli ungheresi all’estero il Fidesz raggiunge percentuali bulgare, proprio perché si è fatto promotore dell’estensione dei diritti a queste persone).

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Documenti per l’ottenimento della cittadinanza

L’estensione della doppia cittadinanza ai membri della comunità nazionale che risiedono all’estero nonostante abbia giocato in passato un ruolo per politiche nazionaliste o scioviniste deve oggi essere slegata da quel contesto. La concessione della cittadinanza in un ambiente europeo deve essere considerato un passo normale, di pacificazione, verso quelle comunità che si sentono appartenere ad un’altra nazione rispetto allo Stato a cui appartengono. La cittadinanza concede diritti, crea partecipazione e porta responsabilità. Avere una cittadinanza in più nell’Europa di oggi non può essere visto come un problema, semmai il problema è di chi cittadinanza non ha.

 

© Riproduzione riservata

Foto: Zoltán Máthé – MTI, aradinap.ro, alfahir.hu

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