Cultura

Ballagás, la maturità in Ungheria

Articolo di Júlia Iván
Cari italiani, vi avviso affinché non rimaniate sconvolti se il 4 ed il 5 maggio troverete nei pressi degli edifici delle scuole superiori una folla impenetrabile e commossa: genitori, fratelli, zii, cugini, armati di palloncini, animaletti di peluche bizzarri e mazzi di fiori dalle dimensioni gigantesche. Ecco, vi starete probabilmente imbattendo in un “ballagás”, ovvero la festa di congedo dei maturandi, ma anche dei bambini al terzo anno di asilo e dei ragazzini all’ultimo anno alle scuole primarie, che però lo celebrano circa 4-6 settimane dopo, a giugno.
L’ultimo anno dei maturandi ungheresi è molto ricco di tradizioni speciali che non esistono in altri paesi ed il ballagás è una di queste. Si tratta di una celebrazione diffusa in tutto il paese, fissata generalmente per il fine settimana precedente alle prove scritte della maturità. Il primo congedo ufficiale dalla propria scuola risale a circa 150 anni fa in una cittadina, Selmecbánya, appartenente oggi alla Slovacchia, da dove poi si diffuse in tutto il paese all’inizio del XX secolo.
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La camminata degli studenti a scuola

Oggi il ballagás – tradotto letteralmente “camminata ad un andamento lentissimo” – si svolge con le medesime coreografie in ogni istituto superiore, con i maturandi vestiti in completo o in tailleur e le aule decorate con fiori di lillà. Da Sopron a Nyíregyháza vengono cantate canzoni, quali “Gaudeamus igitur” e “Ballag máravén diák”, che parlano di addii, di arrivi ad un bivio, di un periodo finito della vita, suonate anche dagli altoparlanti a riproduzione a non finire. Non può mancare la bisaccia, consegnata dagli studenti più giovani, riempita di regalini simbolici: una moneta, una focaccina, del sale, terra e un biglietto con una citazione istruttiva per la vita da adulti.
Quando i ragazzi, cantando in fila indiana con la mano sulla spalla del compagno di classe che gli sta davanti, finiscono di marciare di aula in aula nella scuola, si radunano davanti ai professori ed ai parenti, per ascoltare il solito discorso del preside, pieno di luoghi comuni e metafore riciclate, che rievoca con nostalgia il periodo trascorso spensieratamente a scuola, in contrasto con le vicissitudini della vita fuori dalle mura dell’Alma Mater.
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Gli studenti durante il ballagás

Un ballagás non può che finire con un banchetto famigliare, seguito poi la sera con tutta la classe che si riunisce ancora una volta per andare a fare una serenata sotto la casa dei professori. I prof, dopo aver ascoltato qualche brano, per mantenere la calma generale nel quartiere e la propria onorabilità, si affrettano a far entrare a casa loro i ragazzi per una chiacchierata e offrire loro da bere e mangiare.
Il ballagás è quindi un rito simbolico di passaggio al mondo degli adulti, un rituale che avverte e prepara i ragazzi al distacco con il mondo della scuola ed all’entrata nel mondo del lavoro o dell’Università. Un rituale che trae le proprie origini nella storia e nella cultura ungherese, uno dei tanti rituali e cerimoniali che ancora oggi si svolgono nelle scuole d’Ungheria e che invece nella maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale sono andati persi.

© Riproduzione riservata

Foto: szon.hu, infokarcag.hu, martinus.hu

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