Domani è gratuita l’entrata al Parlamento

In occasione del 40esimo anniversario del ritorno della Corona di Santo Stefano in Ungheria, sabato 6 gennaio è stata disposta l’apertura gratuita al pubblico, dalle ore 10 alle ore 15, della Sala della Corona del Parlamento ungherese, cosicché turisti e residenti possano ammirare ciò che non rappresenta semplicemente un tesoro artistico dal valore inestimabile, ma un vero e proprio simbolo nazionale: la Corona di Santo Stefano.

La Corona di Santo Stefano, chiamata anche Sacra Corona d’Ungheria, venne donata da Papa Silvestro II al celebre Re d’Ungheria per ringraziarlo d’aver cristianizzato il paese. La stessa, poi, fu utilizzata per l’incoronazione del sovrano nel giorno di Natale dell’anno 1000. Da allora, la corona divenne simbolo della nazione, nonostante i dibattiti storici che ancora oggi si susseguono sulla veridicità e fattualità degli eventi legati alla stessa.

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Corona di Sant Stefano esposta nella Sala della Sacra Corona al Parlamento

Ciò che è sicuro, è che dal 1944 al 1978 questo meraviglioso tesoro è stato conservato segretamente nel celebre deposito di stato americano di Fort Knox, in Kentucky, assieme ad altri svariati oggetti preziosi ed alle riserve d’oro degli Stati Uniti d’America. Ma come ha fatto la Corona di Santo Stefano ad arrivare fino in Kentucky? L’epopea che si cela dietro lo spostamento di questo oggetto è, infatti, degna di un film thriller.

Durante la Seconda guerra mondiale, la corona e gli altri oggetti reali appartenuti a Santo Stefano vennero sepolti, per motivi di sicurezza, nel Castello di Buda. In seguito, nel 1944, con l’ascesa al potere del governo filonazista del crocefrecciato Ferenc Szálasi, la corona venne dissotterrata, poiché il nuovo capo di stato volle su di essa giurare fedeltà alla nazione. Tuttavia, con l’avanzata dell’Armata Rossa da est, ed il conseguente ritiro dei nazisti e degli alleati ungheresi verso ovest, la Corona venne portata via da Budapest per paura che venisse rubata dai sovietici. Così, l’oggetto più sacro della nazione ungherese passò per Veszprém, Kőszeg, Velem e giunse infine in Austria, nella località di Mattsee, ove venne trovata delle truppe americane il 4 maggio 1945.

La Corona venne così consegnata ufficialmente dalle Guardie della Corona Ungherese all’Esercito americano, in modo tale da portarla in salvo dalle mire dell’Unione Sovietica. Così, per oltre trent’anni il prezioso tesoro trovò rifugio sul libero suolo americano, fino a quando il Presidente Carter, nonostante le molte critiche pervenutegli in patria, decise che fosse giusto restituirlo ufficialmente al popolo ungherese (non al suo regime), all’unica condizione che fosse esposta al pubblico.

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Cerimonia di ritorno della Corona di Santo Stefano in Ungheria, 1978

Così, il 6 gennaio 1978, il Segretario di Stato americano Cyrus Vence riportò la Corona in Ungheria, ove venne esposta al Museo Nazionale sino al 1 gennaio 2000, giorno in cui, con una cerimonia ufficiale, venne trasportata, assieme allo scettro, nel Parlamento ungherese, ove ancora oggi rimane, venerata dal suo popolo ed ammirata dai turisti.

 

© Riproduzione riservata

Foto: wikimedia, Association for Diplomatic Studies and Training

 

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